LIPARI – “Sono assurdi l’assenza ed il totale disimpegno dell’assessore regionale all’Industria nell’ambito della vertenza Pumex”. E’ durissimo l’attacco della Cisl nei confronti dell’assessore regionale all’Industria, il messinese Antonio D’Aquino, a seguito della convocazione di un incontro in Prefettura, previsto venerdì 1 luglio alle 10.30, al quale mancherà la Regione.
Sono stati chiamati al tavolo, infatti, il sindaco di Lipari, il direttore dell’Ufficio provinciale del Lavoro, l’Assindustria, Pumex, Italpomice, Cgil, Cisl e Uil.
“Questa – sbottano i segretari provinciali della Cisl e della Filca Cisl, Maurizio Bernava e Santino Barbera – non è la vertenza tra sindacati e Pumex, la nostra controparte sono l’Ente delle Miniere e l’assessorato regionale all’Industria, dal quale l’Ente stesso dipende”. L’obiettivo dei sindacati resta invariato: basta con le proroghe di 2 o 3 mesi, si vada avanti con un progetto di riconversione delle cave di pomice a breve, medio e lungo termine, ampiamente condiviso, che crei prospettive per un futuro occupazionale non solo per il settore della pomice ma per tutta l’economia eoliana. E’ per questo che la Cisl non è disposta “a sedersi al tavolo in Prefettura per discutere di provvedimenti alternativi ai licenziamenti”. Bernava e Barbera, ricevuta la convocazione dell’incontro e notata l’assenza della Regione, ne hanno già chiesto conto al prefetto Scammacca. “Il messinese D’Aquino – accusano i segretari della Cisl e della Filca – continua giocare a nascondino ed a defilarsi, piuttosto che assumersi responsabilità nelle principali vertenze che riguardano la sua provincia, vedi Smeb e Pumex”.
Da parte loro, i 100 lavoratori della Pumex a rischio di licenziamento sono già mobilitati in vista dell’incontro dell’1 luglio. In mattinata raggiungeranno con l’aliscafo Milazzo, dove saranno accompagnati a bordo di alcuni pullman fino alla Prefettura di Messina; qui, proprio davanti al Palazzo del Governo, effettueranno un presidio di protesta in coincidenza della riunione.
La posizione di sindacati e lavoratori è molto chiara, ed è stata ribadita nelle ultime ore. A dispetto dell’accordo siglato nei mesi scorsi in Prefettura, oggi non si registra alcun programma di riconversione delle cave di pomice. Ed è una situazione che preoccupa notevolmente la Cisl. “Non servirà a nulla –spiegano Bernava e Barbera – un’altra proroga di 2 o 3 mesi senza un progetto serio a medio e lungo termine, che sia frutto di un lavoro comune delle parti in causa. E’ giusto programmare una riconversione che non rappresenti un salto nel buio per oltre 100 lavoratori. Fra l’altro, ricordiamo che l’Unesco, in altri siti da riconvertire, ha accompagnato l’iter con progetti sostenuti da consulenze di livello internazionale. Lipari non può suicidarsi seguendo logiche e interessi particolari”.